TENDENZE SOCIAL 2022: ARRIVA TIK TOK

Quali i trend di sviluppo per i social media nel 2022? Sotto i riflettori sicuramente la crescita impetuosa di Tik Tok, che riferisce di aver superato un miliardo di utenti attivi mensili a partire da settembre 2021, segnando un aumento del 45% rispetto a luglio 2020.

Per fare un paragone, mentre Facebook ha raggiunto un miliardo di utenti attivi nel 2012, 8 anni dopo la sua fondazione, TikTok, fondata nel 2016, ha raggiunto questo traguardo in soli 5 anni.

Non si può più parlare di meteora, come forse è stato il fenomeno di Snapchat, per cui è opportuno indagare le ragioni di questa crescita, sia dal punto di vista del fenomeno sociale, sia dal punto di vista del marketing per le prospettive che questa nuova piattaforma può offrire.

Questa piattaforma di video brevi e divertenti sta battendo ogni record di download, si basa su un sistema di distribuzione dei contenuti personalizzabile sui gusti dell’utente e non più incardinato alle logiche dell’algoritmo e del numero di contatti.

Le caratteristiche di Tik Tok stimolano il passaggio da fruitore a creatore di contenuti laddove il gradimento di questi ultimi non è condizionato dall’algoritmo stesso, ma dalla capacità di intercettare i gusti degli altri utenti e di divertire.

Ma l’aspetto che più di altri può cambiare gli equilibri esistenti nei canali disponibili per il digital marketing, è rappresentato dalle possibilità per certi versi alternative che TikTok offre alle aziende per ottenere visibilità e connettersi con un pubblico interessante e in continua crescita.

Al momento la piattaforma sta cercando d’introdurre una funzione di e-commerce e un modello di monetizzazione, condizioni queste che suggeriscono ai marketer di prepararsi a saper utilizzare abilmente TikTok.

(fonte Talkwalker – Social-media-trends)

Graduatoria delle App per download
Azioni affettuate daglin utenti su Tik Tok

IL SOCIAL COMMERCE PROSSIMA FRONTIERA DELLO SHOPPING ONLINE

Un sondaggio sui consumatori è stato condotto da Lucid tra il 20 e il 22 ottobre 2021 su 1.037 adulti statunitensi di età compresa tra 18 e 75 anni scelti tra quelli che utilizzano almeno una piattaforma di social media.
Ciò che ne scaturisce individua il social commerce come l’ultima evoluzione dello shopping online che offre nuove opportunità ma anche alcune limitazioni.
Secondo il sondaggio, il 65% dei partecipanti aveva già effettuato acquisti direttamente tramite i social media, ed il 34% di essi afferma di utilizzarli come mezzo per conoscere prodotti, servizi e brand.
Tra gli acquisiti più gettonati l’abbigliamento è in cima alle preferenze, seguito da servizi di intrattenimento (film, canzoni, etc.), abbonamenti per App, libri, bevande, cosmetici e gioielli. Come prevedibile, mentre le donne manifestano preferenze per cosmetici, gioielli, arti e mestieri, gli uomini preferiscono abbonamenti alle App ed elettronica.
Tuttavia ci sono un paio di aspetti molto importanti e che non vanno sottovalutati.
Prima di tutto nel sondaggio si rileva che l’80% dei consumatori afferma di attribuire notevole importanza alla conoscenza del brand nella propria propensione all’acquisto sui social.
Il secondo punto è che i consumatori si aspettano di vedere cataloghi di prodotti dettagliati che dimostrino al meglio le caratteristiche dei prodotti, ed in tal senso le piattaforme che meglio sembrano assolvere il compito al momento sono Facebook, Instagram e Youtube.
Da questo deriva l’esigenza di dotarsi di una buona “content strategy” e di disporre di mezzi e risorse per la realizzazione dei contenuti visuali e della comunicazione necessaria.

(Fonte Sprout social: https://sproutsocial.com/insights/consumer-behavior-social-commerce/)

social commerce piattaforme preferite
social commerce contenuti preferiti
social commerce preferenze

ORA ARRIVA IL GROUNDEDNESS MARKETING

Ora arriva il “Groundedness Marketing”, una strategia o, se preferite, una nuova forma di marketing che punta su prodotti che dimostrino un’essenza di artigianalità, produzioni locali o tradizionali realizzate da persone reali o che richiamino ricordi del passato.

Questo è quanto emerge da un sondaggio pubblicato su Harward Business Review e condotto su un gruppo rappresentativo di consumatori statunitensi, secondo la quale una quota sempre maggiore di questi dimostra un interesse crescente verso prodotti che richiamino i loro luoghi o le persone, o che abbiano espliciti riferimenti alle identità ed esperienze del passato.

Tale tendenza sembra particolarmente presente nel settore alimentare, manifestandosi con piccoli mercati agricoli in crescita, aumento della domanda di prodotti da forno artigianali, ritorno ai marchi di generi alimentari tradizionali.

L’aspetto è tanto più sorprendente e contraddittorio se si considera che più la digitalizzazione e la globalizzazione permeano le nostre vite, rendendole sempre più virtuali, veloci e mobili, tanto più i consumatori manifestano il desiderio di ritrovare i loro ancoraggi emotivi legati alle tradizioni e al passato.

Un esempio di posizionamento di successo proviene dalla catena austriaca Billa che ha puntato a radicare il suo marchio alle identità locali del territorio.

Il Groundedness marketing sembra rappresentare dunque una strategia alternativa interessante in un trend che sembra lasciare spazio solo all’inarrestabile crescita delle vendite online.

(fonte Harvard Business Review – Why-we-buy-products-connected-to-place-people-and-past)

TROPPE RIUNIONI? LA PSICOLOGIA SCONSIGLIA

Troppe riunioni in azienda sono dannose? Sembrerebbe di sì secondo un sondaggio effettuato negli Stati Uniti dove emerge che i manager riterrebbero l’83% delle riunioni aziendali svolte come improduttive e dannose per la produttività.

Secondo gli psicologi comportamentali, esistono alcune insidie psicologiche che ci portano a far proliferare riunioni, meeting e video conferenze oltre il limite.   In estrema sintesi alcune delle motivazioni riconducono a:

  • “Paura” di perdere l’occasione;
  • Urgenza egoistica;
  • Dispositivi per garantire l’impegno delle persone;
  • Effetto di “mera urgenza”;
  • Paura di “incontrare l’amnesia” degli incontri precedenti;
  • Ignoranza pluralistica di condividere il proprio stato d’animo.

Punti veramente interessanti che meritano di essere ponderati e approfonditi.

(https://hbr.org/2021/11/the-psychology-behind-meeting-overload)

Fonte: Harward Business Review

 

 

ARRIVA AMAZON BUSINESS

Arriva Amazon Business per il B2B; questa piattaforma, dedicata alle transazioni tra operatori commerciali, anche grazie agli sconvolgimenti dovuti alla pandemia, sta conquistando rilevanti quote di mercato nel commercio online, sconvolgendo molti dei tradizionali canoni di marketing relazionale in uso nel B2B. Oltreoceano sembra che già il 49% degli acquirenti di prodotti B2B affermi di cercare online articoli di proprio interesse su Amazon Business (fonte Wunderman Thompson Commerce). La domanda è se la stragrande maggioranza delle PMI e delle micro imprese operanti nel B2B, afflitte spesso da una cronica noncuranza e/o diffidenza verso il marketing digitale, sapranno comprendere la straordinaria portata di questa tendenza, un cambiamento che incide profondamente nei consolidati rapporti di fidelizzazione basati su relazioni interpersonali, e mette in discussione quote rilevanti delle proprie vendite.

(https://www.wundermanthompson.com/expertise/commerce/amazon-marketplace-services)